‘Musica e Parole’ eccovi Irene Barbagallo

Hola Readers!! proseguono ‘ Le Giornate d’Autore della Dark Zone’
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Oggi vi presento Irene Barbagallo dark a modo suo descrive con estrema sensibilità come la vita possa ferirci ma ci conceda sempre delle seconde chances, per uscire da quelli che sono i momenti bui della nostra vita, Non una celebrazione delle nostre sconfitte, ma un inno al riscattarsi!

Questo è

copertina

 

‘ È fortunata, è in serata buona. Forse nemmeno si arrabbierà se
accende lo stereo per ascoltare Sweet Home Chicago. Può aumentare
il volume, lei ha voglia di ridere.
«E vai!» esclama la madre confermando la sua sensazione.
La osserva mentre si sfila le ciabatte lanciandole in un angolo
della stanza. Si lascia prendere le mani e strattonare fino al centro
del tappeto. Lei si contorce tutta, le mani ondeggiano spostandosi
tra la testa e il bacino, si muove con energia sulle note di quella
canzone così lontana da lei, dalla sua età. Giada la asseconda e
balla con lei, ma si sente fuori posto. Fuori tempo. Fuori logica. ‘

Lilly  ed i suoi momenti altalenanti, Giada ed il suo senso di inadeguatezza, ed una canzone troppo allegra per fare da sfondo alle loro tragedie interiori, eppure io me le immagino travolte da quel ritmo cadenzato e ripetitivo che per qualche attimo fà dimenticare  le loro pene.

 

‘ Vorrebbe mettersi le mani
sulle orecchie e scappare, ma si sente bloccata. Sa di meritarselo.
Avrebbe dovuto preparare la cena, industriarsi in cucina, lavare
l’insalata, impanare due fettine. O farsi trovare con la testa
bassa sulla scrivania a ripassare la grammatica latina.
«Vai, vai in camera tua, ché tra un po’ mangiamo».
Giada si alza e ubbidisce. Ha un po’ di tempo per ascoltare musica.
Chiude la porta dietro di sé e accende lo stereo con il dvd che
ha comprato la settimana scorsa. Musica italiana, le canzoni di
Grignani, “La mia storia tra le dita”. A volume bassissimo, senza
le cuffie, per sentire la voce di sua madre nel caso in cui dovesse
chiamarla. ‘

Sensi di colpa su sensi di colpa, che non la mollano ed una vecchia storia a fare da contorno ad i suoi pensieri…

 

‘ Ora ci sono i lenti. Gerino le si avvicina.
«Che hai?».
«Niente, ascolto la musica». Ma si capisce che non si diverte, se
ne sta in disparte a guardare la vita che scorre.
Le piccole luci intermittenti, che sparano palline iridescenti ovunque,
sono un mosaico di pietruzze brillanti che falsano i colori
reali. Ora le zone buie sono più ampie, seguono le note dolci di
vecchie canzoni da ballo del mattone.
«Questa non puoi rifiutarla».
In effetti è uno dei suoi brani preferiti, Io vorrei … Non vorrei …
Ma se vuoi.
Ancora riesce a squarciarla, a penetrare in lei senza farle male, a
mettere in atto l’empatia di cui le ha parlato. Leggere dentro.’

Gerino era uscito a fare breccia nel cuore di Giada, era riuscito a squarciare la coltre di tristezza che l’ avvolgeva, portandola a nuova vita, con le note di Battisti a fare da sfondo quelle nuove emozioni…

Buona Lettura!!!

Krilla

 

 

 

 

 

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