A Musica&Parole Mister Diego Romeo

Hola Readers…cosa faccio ogni venerdì?
Vi racconto di un autore… usando Musica&Parole…
Ho fatto la rima…che sono scemaaa 😉
Oggi c’è qui con me Mr. Diego Romeo, estroverso e solare ci propone una Playlist tutta al maschile… mi farà faticare…a sto giro 😉 poi mi vendico eh… 😉

Come sempre la rubrica è sponsorizzata dalla Dark Zone, che da poco sfoggia una nuova veste…

darkcover

 

Per prima cosa scopriamo il suo romanzo…

cover

La terra iniziò a tremare sotto il possente galoppo dei cavalli da guerra della Legione testa d’ariete, lanciati a ritmo forsennato. I millecinquecento cavalieri procedevano compatti contro il muro bestiale, vociante e deforme dei pelle-verde, usati dai nemici come riserva di carne da macello per sostenere il primo micidiale urto dell’avanguardia imperiale. Il cuscinetto che dovevano creare si sarebbe sfaldato in pochi istanti, ma tanto bastava a creare un cumulo di cadaveri per rendere disagevole l’avanzata. Una tattica cinica, pur sempre efficace.

Alla carica! Avanti in nome del sommo Drago! La vittoria nelle nostre mani, per amor del fausto destino!

 

Io la immagino così…

 

Hyachinto era una città pressoché bizzarra. Non aveva uno schema preciso, ma un’espansione caotica. Sembrava che nessuno si fosse preoccupato mai di rispettare anche le più basilari leggi dell’urbanistica. Palazzi attaccati l’uno all’altro senza regole, finestre che affacciavano in altre finestre, vicoli che diventavano vie consolari all’improvviso e viceversa. Nulla aveva una disposizione logica; tutto era affastellato a formare più livelli. Gli strati più bassi erano più opprimenti, e di conseguenza i più poveri. I quartieri più alti erano più ricchi; lì vivevano i nobili e le autorità cittadine. Il colore azzurro regnava ovunque. L’unica variazione erano le sue sfumature: da scuro a un celestino così brillante da sembrare cristallo e offendere chi non era abituato a tanto fulgore.

«Io Abraxas, signore dei nove inferni, padrone dei quattro flagelli e comandante delle schiere dell’Abisso, sfido te, Derfel gran maestro dell’Ordine della spada ardente in un duello!».

 

Un duello, uno scontro, antichi retaggi in lotta…

 

Ecco la sentenza che Derfel aspettava con tanta ansia.

«Mi dispiace deluderti, Abraxas! Non sono più gran maestro, da quando ho ceduto il compito a un giovane valoroso che freme dall’ansia di fronteggiarti! Sono solo Derfel il Senza-titolo. Se sono ancora alla tua altezza, sarò lieto di accettare il tuo invito».

Abraxas non rispose, si limitò a scendere dal suo drago e sguainare la spada. Era evidente che il signore oscuro lo riteneva ancora al suo livello. E la conferma indiretta lo riempì di un profondo orgoglio. I due si fronteggiarono per qualche minuto. Ognuno studiava l’avversario con molta prudenza. Derfel sapeva benissimo che aveva di fronte un guerriero abile e astuto. Lo stesso valeva per il Nero, sapeva che non avrebbe affrontato un nemico qualunque.

 

Io ci vedrei questa…

 
Sperando che Diego mi parli ancora dopo le mie scelte musicali…
Vi invito a leggerlo, come farò io 😉

LOl
Krilli

 

 

 

 

 

 

 

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