‘Dimenticare uno Stronzo’ di Federica Bosco, must have it!

Buon pomeriggio Readers, oggi ho una meravigliosa sorpresa per noi 😉
Guardate un po’…

fotoprofilo

Sì! E’ proprio lei Federica Bosco che con 15 romanzi all’attivo e milioni di copie vendute e in anteprima assoluta, ci racconta del suo nuovo manuale uscito appena due giorni fa:

cover

Se volete sapere come mi sento, dovete richiedermelo appena riprendo a respirare spontaneamente…

Per scoprire di più sul romanzo invece ignoratemi e continuate a leggere 😉

Buongiorno Federica e ben ritrovata, raccontaci com’è nata l’idea?

“L’ idea è nata due estati fa con il mio editor di Mondadori. Chiacchieravamo di relazioni complicate e lui fece una battuta: “Ci vorrebbe proprio un libro sugli stronzi” Lo presi in parola! 

Ho lavorato moltissimo per studiare il fenomeno delle dipendenze e quella da “stronzo” è una dipendenza a tutti gli effetti che ti rovina la vita e ti rende incapace di reagire. Oggi sono in aumento esponenziale le dipendenze da comportamento, quelle cioè che non implicano l’ assunzione di una sostanza (alcol, cocaina, farmaci, cibo) ma tutto quello che ci provoca un’ emozione forte, quel rilascio di dopamina che ci fa letteralmente sentire in “botta” per un brevissimo lasso di tempo.  Dipendiamo da tutto ciò di cui crediamo di non poter fare a meno, da tutto quello che diventa ossessivo, e che ci mangia il tempo, soldi e dignità, il telefonino, Facebook, il gioco d’azzardo, o qualcuno che non ci vuole. Affrontando la dipendenza da stronzo come una vera e propria dipendenza, c’è la possibilità di uscirne in un tempo ragionevole e definitivo. “

Ragionevole e definitivo ci piace! Chi è d’accordo con noi?

Ci racconteresti un episodio carino legato alla stesura?

Un giorno ho chiesto alle mie followers di scrivere le domande che avrebbero fatto a uno stronzo. Ne ricevetti una pioggia! Erano quelle domande senza risposta, che tutte noi ci siamo fatte almeno una volta (o 20!) nella vita: perché sparite, perché siete così paraculi, perché non vi sbilanciate mai, perché tradite e così via…Le ho poi girate a uno stronzo vero che si è preso la briga di rispondere “onestamente”. E’ stata la parte più problematica della stesura del manuale. Il mio intento era proprio quello di entrare nella testa di uno di loro e mostrare quale sia il livello di menefreghismo, e superficialità mentre noi siamo lì a struggerci per un messaggio. Solo che non eravamo preparati a quelle risposte. Erano veramente troppo dure, ho dovuto tagliare moltissimo”.

Ecco la mia mini lista:

a) Perché cerchi una tipa come me, se non te ne frega approssimativamente nulla?

b) Perché continui a farti sentire dato che cmq non te ne frega nulla?

c) Perché ti stupisci che io abbia smesso di cercarti?

Si accettano suggerimenti…

Cosa vuoi trasmettere a noi lettrici?

Ho un rapporto molto forte con le mie lettrici che va avanti dall’ inizio della mia carriera 15 anni fa. La mia è un po’ una missione, non scrivo per me, ma per loro, tutto quello che imparo dalla vita o che riesco a risolvere lo comunico attraverso le mie storie. Si pensa erroneamente di essere nate sbagliate, sfigate, immeritevoli, mentre purtroppo siamo, a vari livelli, ancora legate al ricordo dell’ educazione e di quello che ci è stato trasmesso nell’ infanzia, e se non siamo state amate in maniera sana e serena, rimaniamo emotivamente incastrate a modelli comportamentali infantili. E anche se abbiamo 50 anni e carriere invidiabili, continuiamo a cercare di essere le “brave bambine” pur di  meritarci briciole di affetto e di considerazione spesso proprio da chi ci rifiuta, come in una folle scommessa con noi stesse nel disperato tentativo di cambiare il passato.  Se riusciamo a vedere chiaramente il disegno in cui ci muoviamo, e prenderne consapevolezza, possiamo spezzare il circolo vizioso che ci tiene prigioniere e appropriarci della vita e dell’ amore che meritiamo davvero”.

E’ come se ci sentissimo perennemente in colpa e dovessimo rimediare non solo ai nostri errori ma anche a quelli del ‘Lui’ di turno, per cui va a finire che a lui perdoniamo tutto e noi stiamo lì a subire, perché in fondo ce lo meritiamo e saremmo delle ingrate a non apprezzare quel poco che riceviamo. Che brutto circolo vizioso.

Tutte abbiamo avuto uno stronzo nella nostra vita, maybe più di uno, pensi che sia una sorta di rito di passaggio?

“Tutte abbiamo avuto almeno uno stronzo nella vita, ma chi nutre un sano rispetto per se stessa appena capisce con chi ha a che fare volta pagina senza rimanere sotto un treno per un tempo indefinito. Il pericolo è proprio quando si cominciano ad inanellare solo storie di quel tipo: sbilanciate, dolorose, umilianti, con uomini aridi, che ci rifiutano, ci mentono e non sono disponibili, dando la colpa alla “sfortuna”. Abbiamo una buona parte di responsabilità nelle scelte che facciamo e questa consapevolezza deve darci la forza di prendere in mano il nostro futuro. Lo “stronzo” sarà sempre attraente per alcune di noi, ma impareremo a riconoscerlo a un miglio di distanza e cambiare strada in tempo, e quella è una soddisfazione immensa!”.

Concordo pienamente, bisogna essere responsabili delle proprie scelte e prendere in mano la nostra vita, possiamo anche aver sbagliato in passato, ma questo non può e non deve condizionare e/o ipotecare le nostre scelte future.

Io sto ancora affinando il mio radar…ti farò saper.

Ringrazio tantissimo Federica per essere stata con noi oggi, è stata davvero una gioia.

Un altro imperdibile “Must have it”!

Buona lettura a tutte noi!

Krilli

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