A Musica&Parole miss Miriam Palombi

Hola Readers continuano le “Giornate d’ Autore” targate Dark Zone

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cover

Oggi con me miss Miriam palombi che continua a produrre grandi romanziiiiiiiiiiiii è già stata mia ospite per cui se vi siete persi qualcosina… la trovate quiiiiiiiiiiiiiiiiiii

https://perchelodicekrilli.wordpress.com/2016/06/09/musicaparole-miss-miriam-palombi/

https://perchelodicekrilli.wordpress.com/2016/05/10/larchivio-degli-dei-di-miss-miriam-palombi-recensione/

Oggi scopriremo il suo nuovo romanzooooooooooooo

Estratti Piccoli Passi nel Buio

cover-miriam

Frammenti di marmo e polvere leggera vennero proiettati nella stanza.
Nella parte bassa della parete si era aperto un foro. Morgan timoroso si chinò per sbirciare nel buco e qualcosa di mostruoso apparve dalla frattura. Era una mano. Si muoveva rattrappita come un uncino, brandendo l’aria nell’intento di afferrare qualcosa, mentre una specie di lamento roco riempì il silenzio. Un’unica nota protratta in modo agghiacciante.
Morgan fece un salto all’indietro proprio nel momento in cui un’altra porzione di muro venne giù sotto l’azione di un nuovo colpo. Ora era possibile vedere un volto rinsecchito e parte del busto. Quell’ammasso di ossa era tenuto insieme da lembi di stoffa logora, muscoli e tendini sfilacciati.
Nonostante fosse chiaro che i tessuti avessero subito un evidente processo di decadimento, quell’essere sembrava tornato direttamente dall’oltretomba. Un morto vivente. Dei brandelli di pelle, scura come cuoio conciato, pendevano dal braccio scheletrico proteso per intero al di fuori dalla crepa. In un guizzo improvviso la creatura afferrò il ratto che era rimasto immobile, paralizzato dal terrore. Lo trattenne con forza, mentre l’animale squittiva e si dimenava furiosamente.
La reazione del mostro fu spaventosa, alzò il viso come se stesse annusando la paura di quella bestia che ormai si sentiva in trappola e poi lo affondò nelle carni grasse del ratto. La bocca si spalancò a dismisura, come se la mandibola fosse slogata, rigurgitando grosse manciate di terra. Il terriccio si
mischiò al sangue che sgorgava dalle carni straziate del ratto, trasformandosi in fango limaccioso e tingendo come inchiostro la mano scheletrica.
Una volta terminato quel pasto disgustoso, lo zombie fissò Morgan con gli occhi velati da una patina biancastra. I denti iniziarono a battere tra loro, pronti a mordere di nuovo e strisciò fuori dal buco arrancando come un insetto.

Miriam:

Krilli:

Gli alambicchi si erano infranti e i vapori solforosi si erano sollevati dal suolo. Era stato afferrato. In tre lo avevano sorpreso alle spalle. Aveva cercato di divincolarsi, ma era stato inutile. Le sue mani rattrappite erano state fermate nell’atto di compiere l’opera, i suoi aggressori erano certi che sarebbe stato incapace di nuocere, ora. La sua lingua aveva cominciato a sibilare parole che sembravano attorcigliarsi come le spire di un serpente. Erano maledizioni, scagliati contro coloro che lo avevano fermato. I suoi aggressori, terrorizzati da quel linguaggio oscuro, gli afferrarono la lingua, la tirarono con forza fuori dalla bocca. Il muscolo carnoso, in tensione, divenne un troncone bluastro, poi fu mozzato di netto. Il moncone rientrò in gola e il sangue gorgogliando quasi lo soffocò. Quel liquido denso e caldo gli uscì dalla bocca in un fiotto violento e il volto del suo carnefice si tinse di rosso, facendolo indietreggiare. Ora non poteva più proferire parola. Quei suoni afoni si trasformarono in un lamento gutturale da bestia ferita.

Miriam:

Krilli:

LOl
Krilli

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