Musica&Parole Miss Jo Rebel

Buongiorno Readers e ben trovatiiiiiiiiii continuano le nostre  ‘ Giornate D’Autore ’ targate Dark Zone, anche oggi tra musica e parole beh…conosciamo un nuovo autore 😉

cover

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Oggi con me Miss Jo Rebel, un’autrice che punta al cuore e che non teme le emozioni forti, è già stata mia ospite qualche tempo fa…sbirciate qua…

https://perchelodicekrilli.wordpress.com/2016/07/08/recensione-come-pioggia-sulla-pelle-di-jo-rebel/

https://perchelodicekrilli.wordpress.com/2016/06/08/3712/

“CRAVING”

Con i mortali non ho mai stretto vere e proprie relazioni. Qualche amicizia superficiale, questo sì, dovuta soprattutto a situazioni di comodo, facilitate dal potere appreso con l’immortalità di entrare nella mente umana e manipolarla. Dottori che potevano farmi accedere alle Banche del Sangue negli ospedali, poliziotti che potevano aiutarmi a ottenere documenti falsi, studenti che potevano coprire le mie assenze all’università durante le giornate di sole intenso.

E tutto senza che i miei complici avessero mai memoria di essere stati usati. Nient’altro.

Pensai a questo e a mille altre cose mentre mi dirigevo verso casa.

Parcheggiai in garage e in un attimo fui nella mia stanza al primo piano, con lo stereo acceso a basso volume. Mi lasciai cadere sul divano bianco e nell’aria entrarono le note fluide di Leonard Cohen. Grazie alla carezza della sua voce profonda, finalmente ritrovai un po’ di calma.

La musica è una presenza costante nella mia esistenza. Mi aiuta, mi rilassa, fa per me ciò che la meditazione fa per chi la pratica con convinzione.

Nell’ultimo secolo ho profondamente amato i suoni degli anni Sessanta e Settanta, e le note heavy e hard rock degli anni Ottanta, mentre mi hanno irritata la house music e la techno da discoteca dei Novanta. Amo il blues e il rock’n’roll. Elvis mi fa impazzire, come lui nessuno mai. Eh sì, bei tempi quelli in cui passavo le nottate ad ascoltare la sua versione di “Lawdy Miss Clawdy”.

Presi uno dei cuscini che ornano il divano e lo strinsi al petto. Poi mi guardai attorno per ritrovare un minimo di pace.

 

“COME PIOGGIA SULLA PELLE”

Proprio in quel momento Van Morrison attaccò “Someone Like You”, una delle mie canzoni preferite. Lui mi guardava con una profondità tale da mettermi quasi a disagio.

«La conosci?» domandò.

«Sì, mi fa venire i brividi ogni volta che la ascolto. E questa sera in modo particolare.» Finalmente anche io stavo riuscendo a esprimere qualcosa di profondo, gli stavo dicendo che ascoltarla con lui dava un senso nuovo ai versi di Van Morrison.

«E conosci le parole? Capisci cosa significano?» Mentre parlava aveva la voce bassa e nello sguardo una luce intensa.

Non smetteva di fissarmi.

«Assolutamente sì» risposi. «Proprio per questo ho detto che sentirla questa sera mi sta facendo provare qualcosa, anche se non sono ancora in grado di descrivere l’emozione che sento.»

Conosco molto bene il testo di quella canzone, inizia dicendo: “ho cercato per molto tempo qualcuno esattamente come te, ho viaggiato per tutto il mondo aspettando di incontrarti…”

Cosa poteva esserci di più simile a quello che stavo provando proprio lì, con lui?

«Bene, potrebbe essere la tua canzone» disse Patrick, come se fosse stato ispirato da qualcosa di tanto inspiegabile quanto innegabile.

Annuii, anche se non ero certa del reale significato che quelle parole avessero per lui.

 

“COME FOGLIE SOSPESE NEL VENTO”

«Infine, ma non meno importante, c’è la strada dell’amore, lunga, impervia, la più pericolosa, forse. Può farti danzare in mezzo alla pioggia con un grande sorriso dipinto sul viso, oppure travolgerti nella tempesta più buia e solitaria, tra lacrime e sofferenza. Può renderti una persona migliore, o spezzarti per sempre. Se scegli di intraprendere questa strada devi conoscere quello che potresti trovare alla fine, ed essere anche pronto a sopportarlo.»

Aveva ragione, come sempre, ed era proprio questa ragione a spaventarmi.

Ero pronto?

Presi un lungo respiro, mi alzai dal divano, e decisi di affrontare l’unica parte del suo discorso su cui non volevo ci fossero fraintendimenti.

«Non ti preoccupare per la cattiva strada» affermai. Helen si limitò a guardarmi.

«So cosa ti può aver raccontato John» spiegai. «È tutto sotto controllo, su questo devi credermi. Ho passato un brutto periodo, ma ora sono a posto. Guarda…» alzai la mano con il bicchiere, «bevo limonata» aggiunsi poi, con un sorriso.

Era ormai pomeriggio inoltrato, mi avviai verso la porta, ma prima di raggiungerla, mi fermai, mi voltai verso Helen, e l’abbracciai forte.

Appena fui sulla strada principale, accesi prima una sigaretta e poi l’autoradio. Stavano trasmettendo un vecchio brano di Chris Isaak. Ascoltai le parole e sospirai un’altra volta.

Non ho mai sognato che avrei conosciuto qualcuno come te, e non ho mai sognato che avrei perso qualcuno come te”.

Poteva esserci qualcosa di più vero?

Pigiai con frustrazione il piede sull’acceleratore.

 

Lol Krilli

 

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