“XY LITERARY WEEK” MARCO CHIARAVALLE #5

Siamo giunti alla fine eh…sob sob sigh sigh vi ho fatto conoscere 5 bellissime persone e quasi quasi nn vorrei chiudere…ma devoooo almeno per oggi 😉

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Chiudo in bellezza, ora Marco si monterà la testa…in bellezza con Mister Chiaravalle il cui primo romanzo spopola come se nn ci fosse un  domani…

Un romanzo dallo stile pulito ed accattivante mi ha fatto sognare e arrabbiareeeee 😉

Anche questa povera creatura si è dovuta sorbire le mie lunghe domande…

A) Scrivo perché…
Per dare vita a tutte le storie nella mia testa. Perché è la mia passione.
B) Come e quando hai iniziato a scrivere?
Mi è sempre piaciuto scrivere sin da piccolo. Diciamo che il primo vero libro l’ho cominciato a 24 anni. Ero da poco uscito da una brutta storia e sono tiuscito a sfogare tutti i miei sentimenti su quel romanzo. È stata come una liberazione.
C) La tua scena preferita?
Non ne ho una in particolare, la cosa che posso dire è più vado avanti con la scrittura più cerco di perfezionare il mio stile. Diciamo che una tra le mie preferite è senza dubbio la scena finale del mio primo romanzo “dietro anime d’inchiostro”, che non vi sto qui a dire, naturalmente, per non fare spoiler ma fidatevi… mi odierete!
D) Un sogno nel cassetto ed un sogno che è uscito dal cassetto.
Un sogno nel cassetto è il prossimo romanzo onirico che sto scrivendo da un anno buono (e quello dopo ancora del quale ho già in mente trama, personaggi, ambientazione… tutto, insomma) e che, spero, verrà anch’esso pubblicato. La cosa che un po’ mi spaventa è il numero di pagine che mi è sfuggito un po’ di mano (a lavoro terminato dovrebbero essere più di 600) quindi non pubblicabile in un unico volume. Se piacerà all’editore lo divideremo in due parti, magari (cosa che odio ma necessaria data la mole). Un sogno che è uscito dal cassetto è stato invece quello di veder finalmente pubblicato il mio primo romanzo onirico. Dopo sedici anni di scrittura e sei dal suo “concepimento”. Per questo non smetterò mai di ringraziare l’editor Sara Gavioli che mi ha scoperto e proposto.
E) Cosa indossi quando scrivi?
A seconda delle stagioni, spazio dal boxer e basta in estate al maglione felpato di finta pelle d’orso in inverno.
F) Un genere che nn scriveresti mai, ed un genere in cui vorresti cimentarti.
Rosa ed erotico.

G) Che emozioni provi quando scrivi?
Tante… più che altro, quando scrivo, ho come la sensazione di essere lì nella scena che sto scrivendo. Proprio per questo motivo alcuni capitoli mi è veramente difficile scriverli. Quando succede qualcosa di “brutto” nei miei romanzi (quando muore qualcuno dei personaggi- anche secondari-, quando c’è un evento traumatico etc…) io è come se stessi assistendo in prima persona a quella scena. E a volte è una cosa terribile.
H) Cosa volete trasmettere a noi lettori?
Io sono stato sempre fermamente convinto del fatto che quando un’opera riesce a trasmetterti un’emozione, che sia essa paura, ribrezzo, felicità, divertimento, ansia, quella è una grande opera perché è riuscita a centrare il suo obbiettivo. Io nei miei romanzi cerco sempre di far provare ai miei lettori diverse emozioni. Magari inizialmente li prendo con una risata e poi li trascino giù nel baratro.

Sih sigh sob sob

Vi lascio così potete andare a leggere tutti i fantastici romanzi che vi ho fatto conoscere no?

Lol

Krilli

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“XY LITERARY WEEK” ROB HIMMEL #4

Hola e bentrovati, anche oggi qui…Gnocchi letterati 😉

Se vi siete persi gli episodi precedenti…recuperateeeee

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Con noi oggi Rob Himmel alle prese col suo primo romanzo, ha delle risposte belle serie per noi 😉

Pronti?

A) Scrivo perché…
Perché mi fa sentire bene, mi da un senso di libertà e mi permette di esprimermi, di esternare la mia fantasia in maniera creativa e affascinante senza perdere di vista la realtà, ma fondendola con le fantasia attraverso delle metafore.

B) Come e quando hai iniziato a scrivere?
Mi ha spinto un’amica cominciare e ho iniziato in maniera pessima, non riuscivo a rileggere ciò che scrivevo per quanto mi suonasse male, otto anni fa.

C) La tua scena preferita?
La comparsa di Lizard e il suo monologo.

D) Un sogno nel cassetto ed un sogno che è uscito dal cassetto.
Trasformare la mia passione in una professione. Pubblicare un mio romanzo.

E) Cosa indossi quando scrivi?
Una parrucca… che cambio di volta in volta in base all’umore. AHAHAH

F) Un genere che non scriveresti mai, ed un genere in cui vorresti cimentarti.
Rosa, erotico, paranormal romance e potrei continuare eh! Thriller, fantascienza e horror. Lo so, sono più di uno per entrambe le risposte.

G) Che emozioni provi quando scrivi?
Un piacevole e sconfinato senso di libertà, di gioia e appagamento.

H) Cosa volete trasmettere a noi lettori?
Più emozioni possibili, che siano contrastanti tra loro, e qualcosa di utile per la vostra vita, qualcosa che vi rimanga e magari vi aiuti a oltrepassare quelle giornate difficili.

A piaceeee e a voi?

Buona lettura

Krilli

“XY LITERARY WEEK” DANIEL DI BENEDETTO #3

Siamo già a mercoledì? OMG

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Krillers devo dirvelo, ho avuto il piacere di Conoscere Daniel Al salone internazionale del libro di Torino qualche tempo fa e beh ci siamo fatti troppe risate per cui lui ed il suo talento non potevano mancare a questo evento.

Scopritelo con me:

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Eclettico nello stile e nei contenuti, ha così risp alle mie terribili domande…

Buona letturaaaa

A) Scrivo perché…

Per dare una forma il quanto più possibile concreta alla mia parte oscura, dentro. Senza questo veicolo infatti, non mi sentirei completamente intero, come fossi un puzzle con una tessera sempre mancante, chiusa in una mano.
B) Come e quando hai iniziato a scrivere?

Alle superiori ho iniziato con piccoli pensieri liberi, provando a lavorare con la metrica studiata a scuola e formando brevissimi componimenti che in qualche modo, forse in maniera impropria, chiamavo poesie.
Dopo qualche tempo però, aiutato dalla mia curiosità e dall’aver intrapreso la strada dell’apertura di un blog dove raccontassi di me e della mia vita di tutti i giorni a mo’ di diario, ho iniziato a pensare di dare forma ai pensieri. Così, veicolandoli in piccole istantanee nelle quali sviscerare minuscoli dettagli, sono nati i primi brevissimi racconti. Che via via hanno preso sempre più corpo, sgomitando dentro di me fino a diventare storie vere e proprie.
C)  La tua scena preferita?

Raccontare le scelte. Fatte o non effettuate. Come se fossimo davanti a un perenne e continuativo “sliding doors”, lascio fluire le emozioni del protagonista davanti a un bivio della vita. Piccolo o grande esso sia, mi piace provare a scavare dentro il mio protagonista, come se volessi leggere il suo IO interiore che mi deve aiutare a spiegare e descrivere il perché sta facendo proprio quel tipo di percorso e di scelta.
D) Un sogno nel cassetto ed un sogno che è uscito dal cassetto.

Il sogno che è uscito dal cassetto è quello di riuscire a pubblicare tramite casa editrice, e per questo non potrò mai smettere di ringraziare Francesca Pace e la Dark Zone che si sono presi la briga di credere in me e nelle mie storie.
Quello che è ancora nel cassetto è… nascosto tra le storie che vorrei riuscire prima o poi a raccontare dando loro la luce che meritano.  Se solo fossi un po’ meno pigro e ipercritico verso me stesso e mi concedessi il rischio di sbagliare!
E) Cosa indossi quando scrivi?

Capita di scrivere nudo, diciamolo subito… anche se non è il massimo della comodità e nemmeno bello da vedere nel mio caso… Però quando fa caldo io mi strapperei di dosso anche la pelle, se potessi, per cui… ;P
Ecco, seriamente parlando comunque spesso scrivo in pigiama, o comunque in abbigliamento “da letto”, poiché i momenti in cui riesco a ritagliare spazio esclusivo per me sono quasi sempre a tarda sera e appena finisco chiudo il quaderno, spengo la luce e dormo!
F) Un genere che nn scriveresti mai, ed un genere in cui vorresti cimentarti.

Mai e Sempre sono due facce della stessa medaglia. E quello che oggi non scriverei mai, domani probabilmente potrei provarlo. Anche per il semplice gusto di accettare una sfida. Avrei detto tempo fa di non essere in grado di scrivere erotico, e nemmeno fantasy oppure horror. E invece, in qualche maniera ho affrontato in alcuni racconti “su commissione” tutti e tre i generi… non sono i miei preferiti ma credo che, con l’idea giusta, qualcosa di carino riuscirei a tirarlo fuori ugualmente.
Una curiosità? Vorrei provare a far ridere! (e vi vedo, state sussurrando “Veramente lo fai già… anzi fai più schifo in realtà…” Ah, manigoldi!)

G) Che emozioni provi quando scrivi?

Cerco di rimanere asettico, impersonale. Ma dopo tre righe generalmente mi lascio trasportare da tutte le emozioni che provo a descrivere, come se per poterle mettere davvero su carta le dovessi provare io in prima persona. E’ capitato infatti in un paio di occasioni (anche in alcuni episodi descritti nell’ultimo WAITING) di dovermi fermare ad asciugare le lacrime prima di poter serenamente continuare a scrivere.
H) Cosa volete trasmettere a noi lettori?

Emozioni l’ho già detto??? ;P Dicono che io sia “la parte intimista” della Dark Zone. Forse è vero, certo non so scrivere solo cose tristi (per fortuna!) Anzi, una volta a settimana mi cimento con testi goliardici, per gli amici che giocano con me nel campionato di calcio a sette con la mia squadra, Atletico Sarai Tu. Ecco, già dal nome vi lascio immaginare il clima… però giocando pretendo serietà, li “cazzìo” da buon portiere tutta la gara per farli rendere al meglio, ma poi il giorno dopo tutti attendono le mie famigerate “Pagelle dell’Ignorante”, dove ridere insieme di un’ora passata in campo in compagnia. (se volete venire a trovarci, il sito è http://www.atleticosaraitu.info… )
Tornando ai lettori dei miei libri, io spero possano intravedere una piccola percentuale del mio mondo e dei miei colori, nascosti tra le righe delle mie storie. E perché no, magari anche riuscire a immedesimarsi nei miei personaggi e a saperli attendere, prima del loro e del mio eventuale ritorno.

Go Go Goooo creatura!!!

E voi cosa ne pensate?

LOl

Krilli

 

“XY LITERARY WEEK” MARIANO LODATO #2

Eccoci Krillers se vi siete persi qualcosa beh ecco come recuperare…

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A noi Mister Mariano Lodato, scrittore fantasy dai mille volti 😀

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Vediamo cosa racconta…

) Scrivo perché…
B) Come e quando hai iniziato a scrivere?
C) La tua scena preferita?
D) Un sogno nel cassetto ed un sogno che è uscito dal cassetto.
E) Cosa indossi quando scrivi?
F) Un genere che nn scriveresti mai, ed un genere in cui vorresti cimentarti.

G) Che emozioni provi quando scrivi?
H) Cosa volete trasmettere a noi lettori?

Risposte Mariano:

a) Scrivo perché la scrittura mi permette di esprimermi al meglio. Scrivere, in quanto espressione ben più lenta della parola, quando serve, consente di ricercare con cura i termini più appropriati per comunicare un’emozione. Il mio cruccio maggiore è quello di non riuscire a farlo esattamente come vorrei.

b) Ho iniziato nel 2007, quasi per gioco. Avevo bisogno, appunto, di trovare le parole giuste per comunicare nel modo migliore qualcosa che avevo dentro.

c) Sono due: il finale di Equilibri, e la scena del risveglio sui letti di ghiaccio in Portali.

d) Essendo una persona semplice, nel cassetto ci tengo solo la biancheria e i sogni più comuni. Tra quelli realizzati ci sono sicuramente le pubblicazioni dei primi volumi della mia storia.

e) Solo la mia pelle e le mie emozioni.

f) Non scriverei mai un libro decisamente troppo esplicito. Il sesso fa parte della vita, e in un romanzo ci sta anche bene, ma l’esasperazione di certe scene non sono proprio nella mia penna.
Mi piacerebbe scrivere, previa accurato studio in merito, un romanzo storico.

g) Direi che, il più delle volte, scrivo perché provo delle emozioni, che sistematicamente finisco nel capitolo in corso.

h) Le medesime emozioni provate da me durante la stesura del testo.

Non ve lo perderete vero?

LOl

Krilli

“XY LITERARY WEEK” : EMILIANO DI MEO #1

Buongiorno Krillers torno oggi, con un altro dei miei super progetti strampalati 😉

Come sapete ospito sempre autori/trici fighi/e da oggi lancio invece questa nuova iniziativaaaaaaaaaaaaa: una week tutta al maschile dove i miei 5 campioni che ringrazio si alterneranno all’interno di questo evento, raccontandoci tutto di loro e dei loro scritti 😉

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Oggi con me Emiliano di Meo che ci racconterà si se e dei suoi progetti 😉

A) Scrivo perché…

Perché non ne posso fare a meno e perché ho delle storie nella testa e nel cuore che vanno necessariamente condivise. Lo richiede una comunità come quella LGBT che ha bisogno, oggi più che in qualunque altro momento prima, di rappresentazioni sincere.
B) Come e quando hai iniziato a scrivere?
Ho iniziato durante l’adolescenza. Si trattava di brevi racconti che potremmo considerare come una sorta di esercitazione per quanto mi trovo a scrivere oggi. Nella prima giovinezza ho scritto moltissime poesie, mentre oggi mi ritrovo a mio agio nei racconti.

C) La tua scena preferita?
Una delle mie scene preferite è l’atto finale del mio Romance MM „CUORI RIBELLI“, il terzo libro che ho pubblicato. È ambientata nella stazione ferroviaria di Firenze e i due protagonisti si ritrovano dopo anni in cui si erano illusi di poter vivere l’uno senza l’altro. Un’altra scena che mi piace molto è quella che mi diverte definire come „la scena della tazzina da caffè“ contenuta nell’erotico PROFILO GRECO. Questa però non ve la posso descrivere.
D) Un sogno nel cassetto ed un sogno che è uscito dal cassetto.

Il sogno uscito dal cassetto è quello di poter pubblicare le mie storie e leggere delle belle recensioni, mentre il sogno nel cassetto è quello di veder realizzare un film su una di esse.

E) Cosa indossi quando scrivi?

Quello che indosso in tutti gli altri momenti!

F) Un genere che nn scriveresti mai, ed un genere in cui vorresti cimentarti.

Non mi interessa particolarmente il genere fantasy, mentre trovo affascinanti gli storici.

G) Che emozioni provi quando scrivi?

Scrivere mi galvanizza, mi eccita. Scrivere mi mette in contatto con me stesso ed è veramente una bella sensazione.

H) Cosa vuoi trasmettere a noi lettori?

La verità, su me stesso e sulla comunità LGBT alla quale appartengo.

Che ne dite? a me piace…

Per saperne di più…

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LOl

Krilli

 

#nuoveuscite: “Mente nella Mente” by Nicole De Luca

Buongiorno Krillers e bentrovati anche oggi per noi roba buona 😉

Oggi con me miss Nicole De Luca che ci sta abituando piuttosto bene…

Romance? Hot romance we love youuu

Eccoci in anteprima stralci e news in attesa di prenderlo…

carla 2

SCHEDA LIBRO
TITOLO: Mente nella Mente vol.1
Il seguito di Mi appartieni
AUTORE: Nicole De Luca
DATA DI USCITA: 16 NOVEMBRE 2017
GENERE: Erotico
CASA EDITRICE: Lettere Animate
FORMATO: ebook e cartaceo
PREZZI: € 2,99 ebook € 16,90 cartaceo

SINOSSI:
Messo da parte l’orgoglio e le ferite, Anita torna a cercare Luca ed è disposta a giocare tutte le carte a disposizione pur di riaverlo. Purtroppo però, l’uomo che le aveva cambiato la vita e diceva di amarla, sembra non voler tornare sui suoi passi. Luca ha messo da parte quello che aveva dentro di sé ed è intenzionato a procedere per la sua strada ma Anita non cederà, risvegliando un ardente fuoco tenuto a bada per troppo tempo. Intriganti episodi arricchiranno il loro riavvicinamento, fin quando l’amore sarà talmente intenso da non permettere un altro distacco. La sensualità di Luca e i suoi peccaminosi espedienti scuoteranno nuovamente la dolce Anita che non saprà più liberarsi dalle spire della lussuria nelle quali questo spregiudicato uomo l’avvolgerà. Perché Luca non è più quello di una volta. È diventato doppiamente provocante, sexy, esigente, bastardo, sadico, impietoso, e Anita dovrà vedersela con questo cambiamento accettandone le conseguenze. Insieme affronteranno nuovi ostacoli e condivideranno infuocate vicende, riscoprendosi più uniti e forti di prima, finché qualcuno attraverserà il loro cammino mettendo in dubbio il loro amore. Anche in questo nuovo capitolo, lo stile crudo ed esplicito è il punto di forza che lo contraddistingue da altri romanzi del genere e riuscirà a sconvolgervi ed eccitarvi oltre ogni limite. Il BDSM sarà ancora la componente predominante di questo rapporto indissolubile.

carla1

Estratto:
Il fruscio delle onde del mare si mescola ai nostri lamenti di piacere. Mentre entro ed esco da lei, ho come l’impressione di conoscere la sua carne, il suo modo di ansimare, la sua fame. Probabilmente è tutto scaturito dalla tremenda sbornia che offusca i miei neuroni. Le strapperei la maschera dalla faccia e farei altrettanto con la mia, per ficcarle la lingua in bocca e deliziarmi del gusto della sua saliva. L’ondeggiare della sua testa mi fa capire quanto sia ubriaca. La ragazza deve aver abusato dell’alcool quanto me, se non di più. Non sto approfittando della situazione perché anche io sono provato e non riesco a ragionare come vorrei. Vengo trasportato dai suoi gemiti e catapultato in un mondo diverso, dove non indosso questo ridicolo costume ma, come una specie di Casanova, mi mischio tra nobiltà e borghesia, aggirandomi tra corti e salotti, fino ad arrivare alle stanze più segrete delle sue voglie per fotterla come il suo corpo affamato chiede. Non ci guardiamo nemmeno: l’unico intento è quello di far esplodere i nostri piaceri. Stringo forte la carne soda dei suoi glutei e mi perdo nel profumo antico delle sue vesti e in quello vizioso delle sue carni. Gli abbondanti umori colano sulla durezza della mia erezione e ne agevolano i movimenti, che prepotenti spingono il mio bacino ad addentrarsi instancabili dentro di lei. La foschia nella mia testa aumenta col passare del tempo che in contrapposizione sembra essersi fermato all’atto della penetrazione. Aprendo gli occhi vedo la spiaggia vacillare, così come il mare con le sue onde che vanno avanti e indietro e poi si muovono vorticose orizzontalmente creando ancora più scompiglio a queste sensazioni che s’impossessano della mia materia cerebrale compromessa dal Mojito. Continuo a muovermi dentro di lei che ansima senza trattenersi, facendo uscire un suono ovattato dalla bellissima maschera che indossa. Le labbra rosse, disegnate su di essa, mi fanno impazzire. E guardando gli occhi socchiusi presi dal godimento capisco che non devo smettere. Proseguo facendola saltare sul mio cazzo. Nella penombra donataci dalla luna, entrambi presi dalla magia del momento e troppo sbronzi per interrompere ciò che sta accadendo, assaporiamo l’uno la voglia dell’altro. La sento gemere più del dovuto e delle contrazioni m’intrappolano il cazzo facendomi capire l’arrivo del suo orgasmo che esplode poco prima del mio. Insisto affondandomi in lei e sento il mio piacere giungere a compimento riempiendo il preservativo. Godere dentro una sconosciuta non era esattamente il mio programma per la serata ma è successo e ora non posso certo cancellare tutto.

Beh ci piace no?

Buona lettura a noi…

LOl

Krilli

Blogtour: “Il Demone dello specchio” by Diana Mistera, music theme…

 

Ave Krillers e bentrovati, come sapete durante questa week ho avuto la gioia di organizzare il blogtour per l’uscita del nuovo romanzo di Diana Mistera:

 

Che fa seguito al primo volume…

 

Se vi siete persi l’evento siete ancora in tempo sino alla mezzanotte di oggi…indicando partecipo e condivido verrà estratto un vincitore 😉

https://www.facebook.com/events/1306180676160382/?active_tab=discussion

A me la tappa musicale, quindi vi guiderò attraverso la musica…dentro il romanzooooo

ESTRATTI

1.
Quante volte aveva dovuto osservare la sua sposa invecchiare, ammalarsi, vergognarsi della propria pelle raggrinzita dal tempo e morire.
Quante guerre ingiuste erano passate sulla sua pelle, alle quali aveva dovuto assistere senza poter intervenire. Quante morti e quante nascite aveva visto. E quante ancora ne avrebbe dovute vedere. L’essere umano si era appropriato di diritti che non gli spettavano, senza capire che I Guardiani erano vissuti sulla Terra molto prima di tutti loro e avrebbero continuato ad esistere anche dopo.
Allontanandosi da quelle malinconiche congetture Samyaza continuò:
“Come si chiamava sua nonna? Sempre che me lo voglia dire.”
“Si chIiamava Enaid. Un nome antico. Un nome celtico.”
A Samyaza gelò il sangue.
“Mia amata è davvero lei…e lui.?”
“Si. “sussurrò Enaid. Samyaza, cercando di controllarsi, continuò il dialogo telepatico con la sua sposa:
“La gloria e la dannazione del mio sangue! Come è possibile che non mi sia
reso conto dei cambiamenti nell’etere? Non siamo pronti ancora!”
“Mio amato, non ti rattristare. Siamo tutti nati dalla polvere delle stelle, non
dalle ceneri di Lucifero, la tua gloria sarà quella che vincerà. Purtroppo il
meccanismo si è attivato e con esso Nemoch.”

 

2.

Samyaza rise. Aveva una risata calda, rassicurante. Fluttuando nell’aria guardò verso Geena che, impegnata a fare foto e disegnare meticolosamente la pianta delle rovine, non si era accorta dello strano movimento sotto di lei, né che Orpheus era rimasto indietro e disse:
“Guardala. Un fiore stupendo. Perché ucciderlo privandolo dell’acqua? Non puoi nascondermi quello che prova il tuo cuore.”
Il suo sguardo si fece di ghiaccio. Sollevò il viso di Orpheus in modo da far incontrare i loro occhi, ed il tocco leggero si trasformò in una stretta intorno al suo collo “Se la vuoi salvare, devi prima salvare te stesso. Se vuoi risparmiarle la sofferenza, non farlo con il tuo stesso dolore. Se desideri rivedere il suo sorriso, non devi avere paura della verità. Confessale tutto, perché alla fine il cerchio si chiuderà intorno a voi. Se avrete troppe cose in sospeso, vivrete con l’amara compagnia dei rimpianti. E non vi sarà vittoria in questa lotta. La tua paura vale la perdita di quello che provi per lei?”
Se avesse voluto, Samyaza avrebbe potuto ucciderlo all’istante.

 

3.
Comparve, dal punto dove le ombre si erano ritirate, un nuovo officiante. A differenza degli altri aveva la tunica rossa e lunghi capelli biondi uscivano dal cappuccio. Gli occhi erano blu come dei cristalli. Sulla fronte si intravedevano dei simboli tatuati. Gli occhi da blu cristallini quali erano, appena giunse di fronte all’altare, divennero neri, proprio come quelli di un demone. Fu in quel momento che Orpheus capì che erano nuovamente in pericolo e si sentì gelare. Il tatuaggio che aveva all’inguine iniziò a bruciare.
(…) “La donna che vedi in rosso è Babalon, la sposa di Nemoch, e come tale immortale.” continuò Orpheus, il viso ancora segnato dal dolore.
La donna aveva in una mano un secondo calice: era dorato, intarsiato di pietre preziose, molto ma molto più antico del calice d’argento da cui Stephan aveva bevuto il sangue di Nemoch, ed un enorme spada nell’altra mano, che puntò al cuore di Stephan. Dopo aver immerso la punta nel sangue contenuto nel calice, la poggiò sulla testa di Stephan ed iniziò a tracciare sulla sua fronte
gli stessi simboli che aveva lei, e con una voce ultraterrena disse:
“Ti purifico con il sangue e ti battezzo con il fuoco.”

4.
Geena si guardò intorno e fu colpita da uno strano impulso. Come guidata da qualcosa o qualcuno, si diresse di fronte ad una porta sbarrata. La porta si aprì senza che lei la toccasse.
Una lunga scalinata buia scendeva nei sotterranei. Mosse un passo, e appena il piede toccò il primo scalino, la temperatura scese drasticamente e fu improvvisamente circondata da un’aria
gelida. Non riusciva più a muoversi. Era in pericolo, ogni singola cellula del suo corpo la stava avvertendo, ma non riuscì neppure a gridare il nome di Orpheus. Pietrificata, rimase immobile sulla
scalinata. Un sussurro trasportato dal vento gelido la avvolse:
“L’amore di due è divenuto uno. La notte si sta avvicinando agli amanti destinati. Porterà fuoco al fuoco, cenere alla cenere, eternità nell’eternità.”
“Geena! Geena! Torna in te cazzo!!!” Era Orpheus che l’aveva
raggiunta e la stava scuotendo. Geena tornò in sé e sentì una improvvisa debolezza alle gambe. Se Orpheus non l’avesse sorretta sarebbe di sicuro caduta.
“Cristo Geena ma che ti è preso!”
“Orpheus…Vlad…la presenza nei sotterranei è Vlad.”
Orpheus la strinse a sé e disse:
“Andiamo via di qui. Prima che abbia la peggio su di te, su di noi. Ti ho appena ritrovata e non voglio perderti.”
“Non mi perderai. Ovunque sarai saprò ritrovarti e tu saprai
ritrovare me.”

P.S. Consiglio dall’autrice: Ho scelto questa versione perché rende di più l’idea dell’estratto. Ma ascoltate anche l’originale.

5.
Stephan si accasciò al suolo, in un momento di lucidità pensò che era per lui arrivata la fine. I lunghi capelli neri scesero sul suo volto. I segni della sua iniziazione stavano apparendo sui polsi, sulle braccia, sul torso, come tatuaggi di un artista sconosciuto. Non era mai successo a nessuno dei suoi compagni quello che stava accadendo a lui. Per un momento dubitò di aver preso la decisione giusta; ma non poteva più tornare indietro.Il suo grido disperato si levò nel castello. Lacrime color sangue iniziarono a rigargli il viso bianco mentre disperatamente segnava il proprio destino:
“E che dannazione sia!”
Con uno scatto improvviso, afferrò la sedia di legno massiccio e si scagliò con tutta la sua forza contro lo specchio già incrinato, che esplose in mille pezzi, colpendolo al viso. Con il respiro ancora affannato, si passò le dita sul volto, accorgendosi che alcune schegge lo avevano ferito lievemente e osservando altre schegge in terra vide che avevano iniziato a muoversi ed assumere una forma umanoide che si sdoppiò. Una parte entrò dentro di lui e l’altra scomparve nel nulla.
Una risata per nulla rassicurante rimbombò all’interno di tutto il castello.

6.
Stephan la prese per mano e si diressero verso il centro del locale dove c’era una pista per ballare. Le note di Vampire Romance dei Blutengel suonava alta nel locale.
“Amo questa band. Dai andiamo a ballare! I vampiri ballano vero?”
“Non è forse Vampire Romance questa?Se hai visto il video sai come ballano i vampiri!” rispose Stephan sorridendo. Solo in quel momento Geena si accorse che anche i suoi canini erano allungati
ma non sembravano affatto artificiali. Si diressero verso il centro della pista. Forse a causa dell’assenzio, forse perché quella sera Geena voleva liberare il proprio spirito, forse per quella musica travolgente; quando vide il palo in mezzo alla stanza, vi si accostò accarezzandolo sensualmente, ricordando il periodo in cui con Kate avevano preso delle lezioni di pole dance. Lo avevano fatto per puro divertimento quando al Morgana avevano inserito nel privè la pole dance e loro erano rimaste affascinate dalla sensualità con cui le ballerine vi ballavano attorno. Si chiese se si ricordava ancora qualcosa e soprattutto se i suoi muscoli erano ancora abbastanza tonici. Guardò Stephan con una strana luce negli occhi. Il giovane la incoraggiò con un sorriso e l’aiutò a salire sulla pedana. Geena iniziò a ballare per lui trasportata dalla musica:
«We try to catch you in the dark
With a certain kind of kiss
We invite you to the darker side
A kingdom without light
We try to catch you in the night
The moon shines in a different light
We see into your fragile eyes
No more time to cry
…Take our gift tonight…»
Sembrava che il caso le avesse messo di fronte una canzone fatta proprio per lei. All’improvviso Stephan fu colpito dall’ormai familiare fitta alla testa. Nemoch era in lui. Gli occhi si tinsero di rosso ed i canini si allungarono un po’ di più.

 

Buona lettura a tutti noiiii

KRILLI

 

 

“L’albero delle fiamme gemelle” in musica…

 

Buongiorno Krillers e bentrovati, oggi vi presento in musica il nuovo romanzo di Miss Samantha Lombardi, che già dalle prime note appare come un successo!!!

Amore, passione, sentimento, bugie, inganni, dolore, riscatto, fantasia…

Pronte per questo viaggio con me?

One way or another, cover Until The Ribbon Breaks, 2015 (Chapter 7)

 

 

“Aveva collegato il pc alle casse e stava ascoltando un medley che comprendeva soprattutto Elton John e Bublè ma c’erano anche un paio di canzoni di Bowie, la cover di One way or another degli Until The Ribbon Breaks e pochi altri eletti. Kiki e Annie le dicevano sempre che era un’archeologa anche riguardo ai gusti musicali.”

Ameno, Era, 1996 (Chapter 14)

The Skyboat Song, Bear McCreary, 2015

Did anybody sleep with Joan of Arc, Elton John, 2002

“«Che hai da ridire su Ameno degli Era, Skyboat Song di McCreary e Did anybody sleep with Joan of Arc di Elton John? Mi pare che siano tra le nostre canzoni preferite…» rispose piccata Kiki «Annie ma possibile che per te ci deve sempre essere solamente una spiegazione logica?» aggiunse.

Buttons, Pussycatdolls, 2005 (chapter14)

“«Espera cariño forse ho quello che fa per voi, vado a prenderli…» rispose allontanandosi sculettando mentre aveva iniziato a canticchiare la canzone che in quel momento veniva passata alla radio: “Buttons” delle The Pussycat Dolls.”

Light my fire, The Doors, 1967 (chapter 15)

“«Non dire un’altra parola…» sibilò Annie con disappunto «Deve esserci una spiegazione, si deve essere colpa di quella canzone e dei discorsi sulla fiamma gemella… “light my fire”, “accendi il mio fuoco”… è come dico io ci siamo autosuggestionate!»”

Poi si sa che la passione è passione…

Bjork e Chloe (cap. 6)

All My Loving, Beatles, 1963
Close your eyes and I’ll kiss you
Tomorrow I’ll miss you
Remember I’ll always be true
And then while I’m away
I’ll write home every day
And I’ll send all my loving to you

I’ll pretend that I’m kissing
The lips I am missing
And hope that my dreams will come true
And then while I’m away
I’ll write home every day
And I’ll send all my loving to you
All my loving I will send to you
All my loving, darling I’ll be true

Queste invece per quali coppie pensate che saranno…fate voi…io mi sto facendo una mia idea…

Wherever you will go, The Calling,  2001
So lately, been wondering
Who will be there to take my place
When I’m gone you’ll need love
To light the shadows on your face
If a great wave shall fall it would fall upon us all
Then between the sand and stone
Could you make it on your own
If I could, then I would,
I’ll go wherever you will go,
Way up high or down low,
I’ll go wherever you will go.

Only Hope, Mandy Moore, 2002

Sing to me the song of the stars 
Of Your galaxy dancing and laughing
 
and laughing again
 
When it feels like my dreams are so far
 
Sing to me of the plans that You have for me over again
 

So I lay my head back down 
And I lift my hands and pray
 
To be only yours
 
I pray to be only yours
 
I know now you’re my only hope
 

I give You my destiny 
I’m giving You all of me
 
I want Your symphony
 
Singing in all that I am
 
At the top of my lungs I’m giving it back
 

 

I want to know what love is, Foreigner, 1984

I wanna know what love is
I want you to show me
I wanna feel what love is
I know you can show me
I’m gonna take a little time
A little time to look around me
I’ve got nowhere left to hide
It looks like love
has finally found me

Dato che la curiosità mi stava uccidendo…ho estorto a Samantha almeno un’altra coppia 😉

Patrick and Rennée

 

 

Eh come se la musica non ci avesse fatto sognare abbastanza, ho altro per noi…

 

Buona lettura a tutte noi 😉

 

 

 

 

 

Scopriamo : Via dell’Arcobaleno 67 Interno 7 by Paola Fratnik

Buongiorno e bentrovati in vista del GIVEAWAY in corso for Miss Paola Fratnik per il suo nuovo romanzo 😉 Io vi proporrò l’intervista all’autrice 😉

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Bio: 2 righe su di te, chi sei cosa fai, quando hai preso consapevolezza di ciò per cui sta lavorando.
-Sono Paola. Ho vissuto tra San Pietroburgo, Parigi, la Sicilia. Ora abito a Roma.
La consapevolezza di se arriva con il tempo. Prima ci sono necessità primarie: respirare, mangiare, sopravvivere, scrivere.

Cosa vuoi trasmettere a noi lettori attraverso il tuo romanzo?

-Io sono racconto i fatti, sviluppo le azioni, descrivo i personaggi. Spero che ogni lettore, ogni lettrice dia un significato e una interpretazione diversa. Scaturisce tutto dalle emozioni e dalle esperienze personali. Quello che per me è triste per un altro è eccitante. Io do solo fuoco alle miccie.

3 aggettivi che descrivono te ed i tuoi progetti.

-Visionari, anarchici, meravigliosi.

Progetti in corso e futuri.

-Vivo un po’ alla giornata, mi accontento dell’oggi.
A volte progettare mi sembra sperare, e già sogno troppo di mio. Giusto in via precauzionale ho pronti sequel e prequel delle opere già scritte. Più un nuovo romanzo che sto sviluppando.

Un sogno nel cassetto ed uno che è già fuggito dal cassetto.

-Cris, uno è troppo poco. Sono un turbinio di desideri che vanno dalla pace nel mondo a dimagrire di più.
Ma nessuno è primo della lista, per questa vanno e vengono.

Raccontami com’è nato questo romanzo, ti sei ispirata a delle persone che conosci per creare i personaggi?

– Amo le energie alternative, il Feng-Shui, la divinazione… quindi mi sono detta: Diamo un volto, uno spazio e un tempo agli Arcani. Gli ho attribuito la valenza di una popolazione e di un territorio e così sono nati La Torre, La Morte e Il Diavolo che rappresentano 3 dei 22 Arcani Maggiori.
I personaggi fisici e le loro caratteristiche sono in parte mie e delle persone che conosco.
Secondo me si è più precisi se si descrive un carattere già conosciuto, le sfaccettature sono più luminose.

Per quanto riguarda Via dell’Arcobaleno 67 Interno 7
Si basa su esperienze di vita reali, può sembrare un po’ sui generis e credo che lo sia in effetti.
E’ anche una sorta di esperimento metrico.
Io amo il kanji che è un metodo di scrittura orientale con regole precise di esposizione.
Rapido, essenziale e musicale.
Come se si battesse il tempo sia quando si scrive che quando si legge.
Lo adoro.
Credo che piacerà a tutti.

Io sono pronta a leggerlo e voi?

LOl

Krilli

 

 

 

Miss Gioia De Bonis: Angels wings of light (volume1) Playlist

Buongiornoooo Krillers, come sapete amo i blogtour 😉

Con me oggi Miss Gioia De Bonis, scopriamo alcune sfaccettature del suo meraviglioso romanzo…

A me…a noi…brani ed estratti e qualche altra chicca…

La musica che proveniva dalla Playlist del suo cellulare procedeva da un brano all’altro, fino ad arrivare alla sua preferita “Something I Need”.
Iniziò a cantarla a squarciagola, seguendo Ryan Tedder nei suoi gorgheggi come meglio poteva.
“Last Night I Think i drank too much, yeah, call it our temporary crutch, with broken words I tried to say …”

“His mama told him someday he would be a man,
And he would be the leader of a big old band.
Many people coming from miles around
To hear him play his music when the sun go down
Maybe someday his name would be in lights
Saying Johnny B. Goode tonight.”
La musica che proveniva dalla casa di Jason Randall era così forte che nessuno avrebbe potuto perdersi.

Adam non poté fare altro che stringerla ancora più forte e quando si avvicinò ancora di più a lei, Heather lo stupì ancora una volta: stava canticchiando.
” You know where you’ve sent her … You sure know where you are … You’re trying to ease off … But you know you won’t get far … And now she’s up there … Sings like an angel
But you can’t hear those words …And now she’s up there
Sings like an angel …Unforgivable Sinner!”

 

…Che mi dite?La musica è emozione, trasporto, è gioia e dolore, dolcezza e amarezza, quanti di noi si lasciano trasportare, ispirare dai brani prima di scrivere?

Beh Gioia lo ha fatto, ascoltando questi brani, che vi voleva lasciare, affinché provassimo le sue stesse sensazioni 😉

Enjoyyy ma soprattutto, buona letturaa noiiiii

– https://www.youtube.com/watch?v=h–9ZqljiC4
– https://www.youtube.com/watch?v=WYRJ-ryPEu0
– https://www.youtube.com/watch?v=fV4DiAyExN0
– https://www.youtube.com/watch?v=KTq3xW7_hCU
-https://www.youtube.com/watch?v=EXfLirBwBKY
– https://www.youtube.com/watch?v=CGyEd0aKWZE