Conosciamo lo scrittore: Stefano Mancini

Hola Readers, riprendono le mie interviste ‘ D’autore’ 😉
Oggi ho il piacere di offrire una tazza di Tè allo scrittore Stefano Mancini.
Se qualcuno un giorno mi chiederà un whisky mi adeguerò…ma per ora il Tè sembra piacere a tutti 😉

Come ci siamo conosciuti? tramite i Social network ovviamente 😉
Come dico sempre… Dio benedica la tecnologia…
Come potevo lasciarmelo scappare?

Se dovessi scegliere 3 aggettivi che lo definiscono direi: determinato, concreto, allegro.

Scopriamo qualcosina in più…

Classe 1980, Stefano ha una Laurea in Giornalismo e dal 2014 è direttore editoriale della Aragorn Servizi Editoriali.

Ha all’attivo diverse pubblicazioni:

“Il labirinto degli inganni” (AndreaOppureEditore – 2005);
“La spada dell’elfo” (Runde Taarn Edizioni – 2010);
“Le paludi d’Athakah” (Linee Infinite Edizioni – 2013);
“Il figlio del drago” (Linee Infinite Edizioni – 2014);
“Il crepuscolo degli dei” (Linee Infinite Edizioni – 2015);

And… altre collaborazioni…

“Champions Tic” (Leconte Editore – 2005);
“Lettere al Parlamento” (Herald Editore – 2007);
“Le mogli della Repubblica” (Herald Editore – 2007);
“Doppia coppia” (David&Matthaus – 2016).

La sua passione per la scrittura affonda le radici nella notte dei tempi. Ha infatti cominciato a scrivere e inventare storie fin da piccolissimo.

Well done!!

“Ricordo che avevo forse 8-9 anni quando buttai giù alcuni primi racconti. E ne avevo forse 10 quando riscrissi una mia versione del Don Chisciotte, una storia che mi aveva davvero appassionato. I primi passi veri, però, ho cominciato a farli con il liceo, quando comincia a scrivere i miei primi “veri” libri. Ed erano tutti improntati a un’ambientazione medievale, popolata però di creature fantastiche (all’epoca quasi non sapevo il significato del termine “fantasy”, ma a quanto pare già ne scrivevo). Alternavo queste storie a racconti più brevi di vario genere: horror per lo più, essendo un appassionato di Edgar Allan Poe. Crescendo, poi, la necessità di migliorarmi e di fare sempre più sul serio si è fatta impellente. Così sono arrivate prima alcune segnalazioni in una serie di raccolte, poi la mia prima vera pubblicazione, con “Il labirinto degli inganni”. Da lì in poi, mi piace credere che non mi sono più fermato, avendo alternato la pubblicazione di miei romanzi, alla collaborazione con la stesura di altri”.

Perché fermarsi?! 😉

Per Stefano scrivere è qualcosa di viscerale. Non riesce e non vuole smettere…concepisce la scrittura come un qualcosa senza la quale non potrebbe mai stare.

Perché dovrebbe?! 😉

“Posso solo dire che scrivo perché non ne potrei fare a meno. Anzi, quando comincio la stesura di un nuovo libro, entro in una modalità per cui, finché non l’ho concluso, non sono soddisfatto. E quei giorni in cui, per un motivo o per un altro, non posso scrivere, sono quelli in cui mi sento più nervoso. Come se non avessi fatto il mio dovere.

È respiro vitale, è il modo in cui mi affermo. Ma, più semplicemente, è una passione, la più grande che ho e che, grazie a tanta determinazione, fortuna e impegno, sono riuscito a trasformare in un lavoro che amo. Scrivo con gioia, mi piace creare mondi e storie, popolarli di personaggi e farli agire. Mi esalta l’idea di poter inventare ogni volta una storia diversa. Come dico ogni tanto, considero la scrittura una forma d’arte completa, perché bastano una pagina bianca e una penna per dare vita a infiniti mondi”.

Determinazione, fortuna, impegno, io aggiungerei anche sacrificio, che ne pensi? 😉

Infiniti mondi per me significa infinite possibilità dove noi lettori possiamo riconoscerci, o scoprirci.

Nuovi mondi dove evadere un po’ da una quotidianità fin troppo stretta.

Nuovi mondi per riflettere in nuovi modi 😉

Devo dire che nel fare questa intervista mi sono emozionata un botto!
È pazzesco (in senso buono) come la sua passione sia quasi tangibile.
E’ esattamente questa, la passione che cerco nei libri che decido di leggere.

Inutile dire che leggerò i suoi romanzi.

La mia ultima domanda è stata:

Cosa vuoi trasmettere a noi lettori?

“Voglio trasmettere emozioni, ovviamente.
Mi piace l’idea che le persone, leggendo i miei romanzi, possano sognare a occhi aperti allo stesso modo di come avviene per me quando scrivo.
Io cerco solo di creare belle storie, che tengano il lettore incollato alla pagina, che lo facciano sognare e che gli facciano passare alcune ore di svago. Ecco, se dovessi dire che cosa voglio trasmettere, direi semplicemente questo: una piacevole distrazione dalla quotidianità. Mi piace pensare che, una volta chiuso un mio libro, i lettori non pensino che gli sia cambiata la vita. Ma allo stesso tempo siano convinti di aver investito costruttivamente il loro tempo e di aver passato delle ore piacevoli in compagnia dei personaggi cui ho dato vita e delle loro vicende. Leggere, a mio avviso, dovrebbe essere anche questo: distrazione e divertimento. “

Ed Io non potrei essere più d’accordo, emozioni, svago, distrazioni, distaccarsi dal proprio mondo per abbracciarne seppur temporaneamente un altro, scoprire nuovi personaggi, amarli, odiarli.

La lettura è fuga, evasione, distensione.

Scopriamo questi romanzi e lasciamoci trasportare…pagina dopo pagina…

LOl
Krilli

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