Musica&Parole Miss Clara Cerri

Hola Readers benvenuti al nostro appuntamento settimanale con la rubrica Musica&Parole targato…

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Ogni settimana un nuovo autore tutto da scoprire oggi con me Miss Clara Cerri e la sua playlist 😉

Scopriamo il suo romanzo 😉

claracerri

 

«Che meraviglia, hai le calze vere col reggicalze…» la sua voce era diventata un sussurro tagliente. «Per chi ti sei vestita così, di’ la verità… E queste mutandine sottili, si sente tutto attraverso, non è vero? Come scotti…»
«No! Ti prego, non resisto…»
«Non devi resistere, è quasi mezzanotte, qui non ci vede e non ci sente nessuno». Ilaria sentì le sue dita sulla carne scoperta e non riuscì a trattenere un gemito. «Ecco, così, brava, lo so che sei tutta un fuoco… Non cadere, aggrappati a me».
Il cuore le batteva come dovesse strapparsi dal petto, sentiva il sesso come una rosa scompigliata da cui saliva calore e colava sangue, non poteva più aprire gli occhi, non poteva più parlare, parlava solo lui e guidava la sua mano intimorita, «Toccami anche tu, immagina di sentirmi dentro…»

Io metterei…

 

«Fammi vedere se sei veramente bello come vuoi far credere. Spogliati».

Antonio sembrò colto di sorpresa, poi fu come se ritrovasse le coordinate di un comando noto, si alzò e si denudò con calma, serio, con il gesto umile di chi mostra il proprio corpo come uno strumento del mestiere, e rimase immobile in piedi, con gli occhi bassi, le mani appoggiate alle cosce per nascondere l’interno sfigurato dei polsi. Era bello davvero, talmente ben proporzionato da far pensare che Dio avesse creato Adamo proprio così, e i discendenti fossero cresciuti a loro discapito.

E se fosse…

«Ho amato questa creatura abbastanza da lasciarle la possibilità di vivere quando questo dipendeva da me, ma l’amore che le era stato indispensabile per vivere, come dicevi tu, quello l’ho abortito. Era lì assieme a lei, come un gemello invisibile, ed è come se avessi infilato un ferro da calza dentro il mio utero e avessi frugato fino a trovarlo, e ucciderlo. Non l’ho visto, ma posso immaginare com’era, e lo rimpiango. Era fatto di dolcezza e di luce, della sostanza felice di Dio, era nato tra due corpi umani ma era divino, ed era destinato a essere il sostegno della sua vita, la gioia dalla gioia. Non c’era giudizio e non c’era errore che potesse giustificare la sua uccisione».

Scelgo…

Non male eh? 😉

Buona lettura

Lol Krilli

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